E' noto da tempo che la perdita delle cellule nervose dopaminergiche nella sostanza nera determina squilibri nei circuiti nervosi dello striato che sono responsabili per molti sintomi parkinsoniani. Ricercatori americani hanno scoperto una proteina, il regolatore della proteina G che lancia il segnale 4 (RGS4), coinvolta nella induzione di questi squilibri. Hanno condotto esperimenti in topi con e senza il gene per la produzione della proteina, tutti resi parkinsoniani tramite l'iniezione di una tossina che uccide le cellule nervose dopaminergiche. Hanno osservato che i topi senza il gene (e quindi senza la proteina) presentano una compromissione della funzione motoria molto minore.
I ricercatori si sono ora posti come obiettivo la messa a punto di composti che inibiscano RGS4, nella speranza di poter sviluppare terapie innovative per il controllo della sintomatologia parkinsoniana.
Ricercatori che lavorano presso un Dipartimento di Astronomia nel Michigan (USA) hanno condotto studi sulla velocità di costruzione delle proteine, tra cui la alfa-sinucleina, che si accumula in agglomerati detti corpi di Lewy nella malattia di Parkinson.
Le proteine vengono inizialmente formate come lunghe catene di aminoacidi e poi la cellula passa a ripiegare la catena in modo particolare, in modo che essa si aggroviglia assumendo una forma tridimensionale. Hanno dimostrato che tanto più tempo la cellula impiega a ripiegare la proteina, tanto maggiore è la sua tendenza a formare agglomerati.
E’ possibile che sostanze che accelerano il ripiegamento possa prevenire la malattia di Parkinson o bloccarla nelle prime fasi. Hanno già identificato delle sostanze naturali promettenti, tra cui si annoverano la curcumina ed il resveratrolo; quest’ultimo si trova nel vino rosso.
Fonte: Ahmad e coll PNAS Early Edition
confermato studio di 11 anni fa sponsorizzato dalla Fondazione